An Open Scanner
Una proposta di Creative Commons Venezuela per uno scanner di libri aperto e a basso costo che comincia dal software, così che chiunque abbia una camera possa digitalizzare una biblioteca.
Perché cominciare dal software
Nel 2020, in piena pandemia, il Community Activities Fund di Creative Commons ha accettato una proposta del capitolo venezuelano: costruire una versione di uno scanner di libri open source. Il primo pubblico ci sembrava ovvio: biblioteche universitarie piene di volumi che esistono solo su carta. Il piano era replicare un progetto aperto esistente e cominciare a tagliare e incollare, come altri avevano fatto.
Non è andata così. I progetti di hardware aperto erano eccellenti; il software che li rendeva utili era difficile da trovare, usare o mantenere, e ogni scanner era costruito attorno a un solo modo di scattare ed elaborare le foto. Così abbiamo cominciato dalla metà economica, il software, con un’altra domanda: se non ci importa come vengono scattate le fotografie, possiamo comunque ricostruire il documento e leggerlo?
Pezzo 1SchemaSi legge da sinistra a destra
Uno scanner che comincia dal software
L’hardware è la camera e il supporto che hai. L’intelligenza sta nel software, e le persone si dividono in due ruoli che non devono condividere una stanza: Operatori che fotografano, Editor che ricostruiscono.
Operatori ed Editor
Visione artificiale e apprendimento automatico hanno risposto di sì: le pagine fotografate con una camera qualunque possono essere ricostruite e passate al riconoscimento ottico dei caratteri, offline o come servizio nel cloud. Quell’unica decisione disaccoppia l’hardware dal software. Va bene qualsiasi camera, qualsiasi supporto può essere costruito o preso in prestito, e il costo dello scanner smette di essere la barriera.
Crea anche due tipi di persone. Gli Operatori trasportano lo scanner, scattano le fotografie e formano i prossimi utenti; gli Editor, che non devono trovarsi nella stessa città o nello stesso paese, ricostruiscono i libri ed eseguono il riconoscimento. Scansionare in un luogo e correggere in un altro è il modo in cui un piccolo capitolo potrebbe digitalizzare molte biblioteche, e in cui il lavoro potrebbe diventare lavoro retribuito dove internet scarseggia. Nel 2020 abbiamo costruito la versione zero dell’hardware e del software; Estefanía Sánchez Pineda ha dato al progetto la sua identità con licenza CC BY; e nel marzo 2021 ho scritto la prima parte della storia per la rete Creative Commons.
Pezzo 2CronologiaI punti pieni sono le mie tappe; quelli vuoti, il contesto in cui si collocano
Da un finanziamento a un articolo
- 2020Il Community Activities Fund accetta la propostaSi forma un gruppo di lavoro in Venezuela e all’estero; le biblioteche universitarie sono il primo obiettivo.Fonte
- 2020Versione zero di hardware e softwareUna camera qualunque, un supporto semplice e la ricostruzione che funziona a partire da fotografie.Fonte
- 2021Parte 1 pubblicata, 16 marzoIn inglese e spagnolo, nella pubblicazione della rete Creative Commons.Fonte
Pezzo 3PersoneIl merito a chi ha condiviso il lavoro
Crediti
- Estefanía Sánchez PinedaIdentità e logo di An Open Scanner, pubblicati con licenza CC BY 4.0; membro del Creative Commons Global Network.
Pezzo 4RisorseApri la cosa stessa, non una descrizione
Da dove continuare
- ArticoloAn Open Scanner, parte 1, in Creative Commons: We Like to Share, marzo 2021medium.comAutore
- ArticoloAn Open Scanner: una propuesta del capítulo Creative Commons en Venezuela, la versione spagnolaartfisica.medium.comAutore
- DocumentoIl Community Activities Fund del Creative Commons Global Networknetwork.creativecommons.org
- SitoCreative Commons Venezuelave.creativecommons.netCo-fondatore
Pezzo 5Guardando indietroUna nota datata, dall’interno della storia
Uno sguardo indietro
2021, quando è successo
La parte 1 finiva con la promessa di una parte 2: repository puliti, un sito per i progetti, le storie dei primi Operatori ed Editor.